Centro di divulgazione delle pratiche e delle tecniche agricole mediterranee
L'edificio
Dalla documentazione storica disponibile (1) e dagli studi realizzati in epoca recente (2), Torre Cichelli risulta da sempre legata al fondo contiguo, dove probabilmente era residenza e sede di lavoro più per attività gestionali che per abitazione di coloni. La sua costruzione, alla sommità di un declivio circondata dalle colture prevalenti del periodo, è stata realizzata in momenti diversi come testimoniano i materiali ed i segni di giunzione dei muri, a latere della organizzazione delle diverse porzioni. In particolare la torre è stata costruita probabilmente tra il XV e il XVI secolo, mentre il piano terra con cantina, stalla e cucina ed il loggiato al piano superiore con le stanze da letto sono state realizzate successivamente, tra fine 700 ed 800. Nell’onciario del 1751 la struttura è classificata come “casino” di proprietà del Barone Corvi di Sulmona, mentre nella metà del 1800 è acquistata dalla famiglia Cichelli che ne ha conservato la sua destinazione come centro aziendale. Secondo la ricerca realizzata da Olimpo “all’austero fronte Nord, dall’aspetto più tipicamente rurale e medioevale, si contrappone a Sud la ricchezza chiaroscurale della teoria delle bucature della loggia e del portico”.
Il paesaggio
Il paesaggio agrario circostante con i circa 25 ettari di proprietà della famiglia Cichelli, è elemento interrelato alla struttura e qualificante, anche in funzione della quasi totale assenza di situazioni di antropizzazione nell’area circostante e solo marginali all’azienda agricola, che hanno invece caratterizzato i piani territoriali degli ultimi decenni, soprattutto in provincia di Chieti. La torre presenta una ricchezza costruttiva ed una armonia architettonica uniche tra le costruzioni rurali della Regione Abruzzo e della provincia di Chieti in particolare: il decreto di vincolo ottenuto dalla proprietà il 19 settembre 1998 dal Ministero Beni culturali e Ambientali, Ufficio Centrale per i beni Archeologici Architettonici Artistici e Storici conferma la necessità di tutela e di valorizzazione.
Il progetto
Con la misura PNRR/ Regione Abruzzo, M1C3 Turismo e Cultura- Misura 2- Investimento 2.2: “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale”, è stato finanziato il progetto presentato da Angelo Cichelli per la ristrutturazione e valorizzazione del piano terra, allo scopo di preservare il manufatto in tutte le sue qualità artistiche e storiche mediante restauro conservativo e interventi mirati al ripristino dei locali e alla sanificazione delle infiltrazioni di umidità verificatesi negli ultimi 50 anni. Sotto l’aspetto della fruizione e della strategia culturale che si vuole implementare e affermare, a latere del recupero architettonico, si propone un centro di divulgazione delle pratiche e delle tecniche agricole mediterranee, con riferimento a quelle più proprie del territorio abruzzese, e ortonese in particolare, ovvero erbacee (cereali) ed arboree (vite e olivo).
Focus su...
Agricoltura
La dinamica evolutiva
E’ meritevole di attenzione l’analisi della dinamica evolutiva della agricoltura di questo territorio dal 1800 ad oggi sia per quanto riguarda gli avvicendamenti colturali e le tecniche agronomiche sia per quanto attiene gli aspetti socio economici: gli indirizzi produttivi classici della fascia collinare teatina hanno visto la sostituzione delle colture estensive, prevalentemente cerealicole del 1880, spesso in consociazione con olivo e vite, e delle forme sporadiche di allevamento animale, queste ultime soprattutto nelle aree interne e meno in quelle costiere, con monoculture specializzate, in primis nel settore della viticoltura.
Vitivinicoltura
Uva da tavola, uva da vino
Come si legge nei trattati di arboricoltura (Baldini 1980) nella provincia di Chieti, in vitivinicoltura, si è diffusa e affermata con gli anni una forma di allevamento originale, espansa e orizzontale, “il tendone” poi diffusa in altre regioni del Centro Sud, inizialmente solo per l’uva da tavola, poi anche per l’uva da vino. Negli anni 60-80 l’uva da tavola di Ortona e dei comuni limitrofi con la varietà Regina dei vigneti chiamata anche “Pergolone” ha garantito una fiorente economia con significative esportazioni di prodotto nel resto di Italia e all’estero. Dai primi anni 2000 la coltivazione dell’uva da tavola a tendone è pressoché scomparsa, con conversione a uva da vino, spesso in impianti a filari nelle forme più meccanizzabili.
Mezzadria
Forme di gestione e conduzione
Circa l’evoluzione delle forme di gestione e conduzione alla mezzadria storicamente radicata nel territorio nazionale e regionale, finita negli anni 70-80 , anche per interventi normativi, si sono sostituite forme di conduzione moderne in una strategia complessiva e di scelte strategiche di adattamento alla PAC, di agricoltura industriale, di affermazione di agricoltura di qualità o di servizio, ciascuna con le proprie peculiarità in termini di costi, valore aggiunto, qualificazione del personale., sinergie specifiche con altri settori produttivi (industria, turismo, ecc…).
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La Torre che Cichelli, grazie alla misura PNRR/ Regione Abruzzo, M1C3 Turismo e Cultura- Misura 2- Investimento 2.2: “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale” vuole realizzare anche il collegamento con le istituzioni deputate a tali problematiche agroindustriali (regionali, comunali, nazionali), a latere delle Università del territorio, offrendo anche collaborazioni a Associazioni culturali e di categoria. Particolare attenzione, in linea con le finalità PNRR, verrà riservata alle pratiche e alle tecniche agricole sostenibili, secondo i criteri più innovativi della agroecologia e della economia circolare.